“Nobile, rischiosa e aristocratica l'arte del fuoco, progetto che si distrugge nel momento spettacolare di mostrarsi nella ricchezza oracolare delle sue meravigliose articolazioni di colori, ritmi, disegni, prospettive miracolose, rappresenta il mistero della creazione, il grandioso e l'effimero, l'eterno e il mutevole in tutto il suo spietato lirismo iconoclasta. Resta comunque l'arte più ammirata e la meno conosciuta. Tutte le arti si sono costruite un mondo, teorie, regole, storia. I fuochi marciano nel tempo del silenzio.”
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martedì 21 maggio 2013

Non si gioca col fuoco!



Ho trovato oggi una notizia che risale a qualche giorno fa e tratta di un incendio sviluppatosi in Romagna durante uno spettacolo pirotecnico realizzato per un matrimonio, il vento ha giocato a sfavore e ha causato la bellezza di 15 mila euro di danni al ristorante. 


Chiaramente tutto è bene quel che finisce bene, ho preso spunto da questo solo per sviluppare una mia personale riflessione.

Gli incidenti sono cose che capitano, è difficile calcolare tutto, ma è anche vero che il lavoro del pirotecnico è un lavoro con una notevole mole di responsabilità, non ci si può improvvisare fochisti, bisogna avere quelle conoscenze specifiche che abbracciano un po’ tutto questo settore:  la fisica, la chimica, la sicurezza, la legislazione, i regolamenti, ecc... almeno le basi. Credo che per fare questo mestiere non basti dire “ah, ma io ho il patentino”, piuttosto, emerge la pressante necessità di avere anche la testa bene attaccata al collo, perché gli attrezzi del mestiere sono molto pericolosi e rischiosi, bisogna saperli maneggiare con prudenza e